Salmo 10 – Sorgi, Signore, non dimenticare i Poveri
Salmo 10 – Sorgi, Signore, non dimenticare i Poveri
✍️ Foto: Antonino – INOPES Services
Salmo 10 – Sorgi, Signore, non dimenticare i Poveri
📖 Il Salmo di oggi
Salmo 10
1 Perché, Signore, ti tieni lontano,
nei momenti di pericolo ti nascondi?
2 Con arroganza il malvagio perseguita il povero:
cadano nelle insidie che hanno tramato!
3 Il malvagio si vanta dei suoi desideri,
l’avido benedice se stesso.
4 Nel suo orgoglio il malvagio disprezza il Signore:
«Dio non ne chiede conto, non esiste!»;
questo è tutto il suo pensiero.
5 Le sue vie vanno sempre a buon fine,
troppo in alto per lui sono i tuoi giudizi:
con disprezzo guarda tutti i suoi avversari.
6 Egli pensa: «Non sarò mai scosso,
vivrò sempre senza sventure».
7 Di maledizione, di inganni e di frode è piena la sua bocca,
sotto la sua lingua sono cattiveria e prepotenza.
8 Sta in agguato dietro le siepi dei villaggi,
dai nascondigli uccide l’innocente.
9 I suoi occhi spiano il misero,
sta in agguato di nascosto come un leone nel covo.
Sta in agguato per ghermire il povero,
ghermisce il povero attirandolo nella rete.
10 Si piega e si acquatta,
cadono i miseri sotto i suoi artigli.
11 Egli pensa: «Dio dimentica,
nasconde il volto, non vede più nulla».
12 Sorgi, Signore Dio, alza la tua mano,
non dimenticare i poveri.
13 Perché il malvagio disprezza Dio
e pensa: «Non ne chiederai conto»?
14 Eppure tu vedi l’affanno e il dolore,
tutto tu guardi e prendi nelle tue mani.
A te si abbandona il misero,
dell’orfano tu sei il sostegno.
15 Spezza il braccio del malvagio e dell’empio;
chiedi conto della sua malvagità e più non si trovi.
16 Il Signore è re in eterno, per sempre:
dalla sua terra sono scomparse le genti.
17 Tu accogli, Signore, il desiderio dei poveri,
rafforzi i loro cuori, porgi l’orecchio,
18 per far giustizia all’orfano e all’oppresso;
e non continui più a spargere terrore l’uomo fatto di terra.
✨ Antonino – INOPES Services ✨
🌱 Cosa mi dice oggi questo Salmo
«Perché, Signore, ti tieni lontano, nei momenti di pericolo ti nascondi?».
Il Salmo 10 è il grido di chi soffre l'ingiustizia. Davide vede i malvagi che prosperano, gli arroganti che se la passano bene, i violenti che opprimono i poveri e nessuno li ferma. E si chiede: «Dove sei, Signore? Perché non fai nulla? Perché tardi?».
È la domanda che, prima o poi, tutti ci facciamo. Quando vediamo il male trionfare. Quando i cattivi sembrano vincere e i buoni vengono calpestati. Quando l'innocente è perseguitato e il violento è acclamato. «Dio non ne chiede conto, non esiste!» – pensa il malvagio. E noi, nel dolore, siamo tentati di credergli.
Davide descrive il malvagio con parole terribili: «Sta in agguato come un leone nel covo, ghermisce il povero attirandolo nella rete». Il povero è indifeso, e il malvagio lo sa. Lo spia, lo aggredisce, lo divora. E mentre lo fa, pensa: «Dio dimentica, nasconde il volto, non vede più nulla».
Quante volte ho pensato, nei momenti bui, che Dio si fosse dimenticato di me. Che fosse lontano, indifferente, assente. Quante volte ho avuto la tentazione di dire: «Tanto non vede, non ascolta, non gli importa».
Eppure, in mezzo al grido, c'è una svolta. Davide non si ferma alla domanda. Non resta nella disperazione. Dice: «Eppure tu vedi l’affanno e il dolore, tutto tu guardi e prendi nelle tue mani». Non è un «forse». È un «eppure». Nonostante tutto. Nonostante le apparenze. Tu vedi. Tu guardi. Tu prendi nelle tue mani.
Questa è la fede: credere che Dio vede anche quando noi non vediamo. Credere che Dio agisce anche quando noi non lo percepiamo. Credere che il silenzio di Dio non è assenza, ma attesa. Pazienza. Rispetto dei tempi.
«A te si abbandona il misero, dell’orfano tu sei il sostegno». Il misero, l'orfano, il povero: quelli che non hanno nessuno al mondo. Eppure hanno Dio. E Dio non li abbandona. Non è un padre lontano. È un sostegno. È una roccia. È un rifugio.
Allora Davide grida: «Sorgi, Signore, alza la tua mano, non dimenticare i poveri». Non è una minaccia. È una supplica. È l'urlo di chi sa che solo Dio può fare giustizia. Non la vendetta dell'uomo, ma la giustizia di Dio. Quella che restituisce dignità ai poveri, che fa cadere gli arroganti, che rimette le cose a posto.
E la certezza finale: «Il Signore è re in eterno, per sempre». I malvagi passano, i regni cadono, le potenze umane crollano. Ma il Signore resta. E alla fine, farà giustizia. Non per vendetta, ma per amore. Perché ama i poveri. Perché ascolta il loro grido. Perché non dimentica.
Io, nella mia vita, ho imparato che il silenzio di Dio non è un vuoto. È un tempo di prova. È un tempo in cui Lui mi chiede di fidarmi anche quando non capisco. E ho imparato che la giustizia di Dio non è come la mia: Lui non si vendica, ma guarisce. Non distrugge, ma rialza. Non condanna, ma salva.
E tu? Quando vedi il male trionfare, quando i malvagi sembrano vincere, cosa fai? Ti disperi e pensi che Dio non esista? O ti affidi, come Davide, e aspetti la sua giustizia?
❓ Una domanda per te (e per me)
«Quando Dio tace e il male sembra vincere, la tua fede regge o vacilla? Credi che Lui veda davvero l'affanno e il dolore, o pensi che se ne sia dimenticato? E riesci ad abbandonarti a Lui come il misero e l'orfano?»
📌 Il progetto che continua
Questo cammino fa parte di un percorso più ampio. Puoi vedere gli altri tasselli qui:
👉 Progetti 2025 – La pietra scartata diventa testata d'angolo
📖 Salmo tratto dalla Bibbia – Meditazione personale di Antonino


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