Salmo 11 – Nel Signore mi sono Rifugiato


Salmo 11 – Nel Signore mi sono Rifugiato





✍️ Foto: Antonino – INOPES Services



Salmo 11 – Nel Signore mi sono Rifugiato



📖 Il Salmo di oggi

Salmo 11

1 Al maestro del coro. Di Davide.

Nel Signore mi sono rifugiato.
Come potete dirmi:
«Fuggi come un passero verso il monte»?

2 Ecco, i malvagi tendono l’arco,
aggiustano la freccia sulla corda
per colpire nell’ombra i retti di cuore.

3 Quando sono scosse le fondamenta,
il giusto che cosa può fare?

4 Ma il Signore sta nel suo tempio santo,
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi osservano attenti,
le sue pupille scrutano l’uomo.

5 Il Signore scruta giusti e malvagi,
egli odia chi ama la violenza.

6 Brace, fuoco e zolfo farà piovere sui malvagi;
vento bruciante toccherà loro in sorte.

7 Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
gli uomini retti contempleranno il suo volto.

✨ Antonino – INOPES Services ✨

🌱 Cosa mi dice oggi questo Salmo

«Nel Signore mi sono rifugiato. Come potete dirmi: "Fuggi come un passero verso il monte"?».

Il Salmo 11 è un atto di fiducia. Davide è circondato da nemici. I malvagi tendono l'arco, aggiustano la freccia, lo vogliono colpire nell'ombra. E gli amici (o forse la sua stessa paura) gli sussurrano: «Fuggi! Scappa! Salvati!». Ma Davide resiste. Dice: «Io mi sono rifugiato nel Signore. Non scappo. Non fuggo come un uccellino spaventato. Sono al sicuro perché Lui è il mio rifugio».

La tentazione della fuga è sempre forte. Quando le difficoltà arrivano, quando i nemici sono potenti, quando il buio si fa fitto, la prima voce che sentiamo è: «Scappa. Non ti esporre. Torna indietro. Non rischiare». Ma la fede ci chiede di resistere. Di non abbandonare il campo. Di confidare in un Rifugio che non è una montagna lontana, ma una Persona viva.

Poi c'è la domanda che fa paura: «Quando sono scosse le fondamenta, il giusto che cosa può fare?». Quando tutto ciò su cui credevamo di stare sicuri vacilla. Quando la famiglia, il lavoro, la salute, le amicizie, le certezze crollano. Quando le fondamenta stesse della nostra vita tremano. Allora, cosa può fare il giusto?

La risposta non è: «Costruire fondamenta più solide». La risposta è: «Affidarsi a Colui che non vacilla mai». Perché le fondamenta umane, prima o poi, tremano tutte. Solo Dio è roccia. Solo Lui non crolla.

E Davide alza lo sguardo. Non guarda più i nemici, non guarda più le fondamenta che tremano. Guarda il cielo. «Ma il Signore sta nel suo tempio santo, il Signore ha il trono nei cieli. I suoi occhi osservano attenti, le sue pupille scrutano l'uomo».

Questa è la nostra speranza: Dio vede. Non distoglie lo sguardo. I suoi occhi sono attenti, le sue pupille scrutano. Non si addormenta. Non si dimentica. Non è distratto. Osserva. Attento. Sempre.

«Il Signore scruta giusti e malvagi». Li conosce. Li pesa. Li giudica. Non perché sia un giudice vendicativo, ma perché è giusto. E la sua giustizia non è indifferente al male. «Egli odia chi ama la violenza». Non odia il peccatore, ma il peccato. Non la persona, ma l'atto violento. Il male non gli è indifferente. E alla fine, dice Davide, «brace, fuoco e zolfo farà piovere sui malvagi; vento bruciante toccherà loro in sorte».

Non sono parole facili. Ma sono parole vere. Il male non trionfa per sempre. C'è un giudizio. C'è una giustizia. E se noi non la vediamo adesso, non significa che non esista. Forse i tempi di Dio non sono i nostri. Forse Lui aspetta, paziente, che i malvagi si convertano. Ma se non lo faranno, la loro fine sarà come brace e fuoco. Non per vendetta, ma per giustizia. Perché il male è autodistruttivo, e chi lo abbraccia alla fine ne viene consumato.

E l'ultima parola del salmo è dolcissima: «Giusto è il Signore, ama le cose giuste; gli uomini retti contempleranno il suo volto».

Non «vedranno la sua giustizia». Non «assisteranno alla sua vendetta». Contempleranno il suo volto. Il volto di Dio è ciò che i giusti desiderano più di ogni altra cosa. Non il premio. Non il paradiso. Lui. Il suo volto. La sua presenza. La sua bellezza. Per sempre.

Io, nella mia vita, ho imparato che la fede non è l'assenza di paure. È la certezza che, anche quando le fondamenta tremano, c'è una Roccia che non si muove. Ho imparato che Dio non è indifferente al mio dolore. I suoi occhi sono attenti. Le sue pupille mi scrutano. Non mi lascia solo. E ho imparato che la vera ricompensa non è ciò che Dio mi dà, ma Dio stesso. Contemplare il suo volto. Per sempre.

E tu? Quando le fondamenta tremano, dove ti rifugi? Nelle tue forze, nella fuga, nella disperazione? O nel Signore, che è il tuo rifugio sicuro? E cosa desideri di più: le cose che Dio ti può dare, o il suo volto?

❓ Una domanda per te (e per me)

«Quando le fondamenta della tua vita tremano, qual è il tuo rifugio: la fuga o il Signore? Credi davvero che i suoi occhi siano attenti su di te, anche nel buio? E cosa desideri di più: i doni di Dio o il volto di Dio?»

📌 Il progetto che continua

Questo cammino fa parte di un percorso più ampio. Puoi vedere gli altri tasselli qui:

👉 Progetti 2025 – La pietra scartata diventa testata d'angolo





📖 Salmo tratto dalla Bibbia – Meditazione personale di Antonino

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