"Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette" – 13 Agosto 2026 – Vangelo del Giorno
✍️ Foto: Antonino – INOPES Services
"Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette" –
13 Agosto 2026 – Vangelo del Giorno
🕯️ Il Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Matteo 18,21-35
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. Per questo il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi...
«Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, come io ho avuto pietà di te?». Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi, se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
🌱 La mia riflessione
«Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette».
Quante volte, anche noi come Pietro, abbiamo cercato di mettere un limite al perdono. «Sette volte» sembra già tanto, quasi eroico. Ma Gesù spazza via ogni calcolo: il perdono non è un numero, è una disposizione del cuore. Non si esaurisce, non si conta. È come l'amore di Dio: senza misura, senza confine, senza fine.
La parabola del servo spietato è drammatica. Un uomo riceve il condono di un debito enorme, diecimila talenti, una cifra che rappresenta una vita intera di lavoro, e non appena esce, strozza il suo compagno per cento denari, un pugno di monete. L'immagine è crudele, ma è vera: è il ritratto di noi quando dimentichiamo ciò che Dio ha fatto per noi e diventiamo duri e inflessibili con gli altri. La prima lettura di Ezechiele ci parla di un popolo che «ha occhi per vedere e non vede, orecchi per udire e non ode». È il dramma dell'indifferenza, della durezza di cuore. Quante volte anche noi siamo così: vediamo la sofferenza del fratello e non ci fermiamo, sentiamo il suo grido e non ascoltiamo. Siamo come il servo spietato, che riceve misericordia e poi la nega.
Il profeta Ezechiele stesso diventa un segno vivente: prepara il suo bagaglio da esule, scava un buco nel muro e parte nell'oscurità. È un gesto profetico che annuncia la deportazione e la schiavitù, ma anche la speranza di un ritorno. Quel bagaglio sulle spalle, quella partenza nel buio, è l'immagine di un popolo che si porta dietro il peso del suo peccato, ma anche la promessa di un Dio che non abbandona mai il suo popolo. E noi? Qual è il nostro bagaglio? Cosa ci portiamo dietro ogni giorno? I rancori, le offese non perdonate, le ferite che non vogliamo lasciare andare? O il perdono che riceviamo e che impariamo a donare?
Papa Francesco, commentando questo Vangelo, ha detto una cosa che brucia e consola insieme: «Quanta sofferenza, quante lacerazioni, quante guerre potrebbero essere evitate, se il perdono e la misericordia fossero lo stile della nostra vita! Anche in famiglia: quante famiglie disunite che non sanno perdonarsi, quanti fratelli e sorelle che hanno questo rancore dentro». E ha aggiunto che la misericordia non è un optional: è la via della pace, la via della salvezza, la via di Dio. Perché se non perdoniamo, non possiamo essere perdonati. È una legge severa, ma è giusta: il cuore che si chiude all'altro si chiude anche a Dio.
E io? E tu? Quanto pesa il bagaglio dei nostri rancori? Siamo pronti a lasciarlo andare? O preferiamo portarlo sulle spalle, giorno dopo giorno, fino a farci schiacciare?
Oggi, in questo giovedì di agosto, voglio chiedere al Signore di insegnarmi a perdonare come Lui perdona: senza misura, senza calcolo, senza stanchezza. E voglio chiedere la grazia di essere come quel re che, commosso, condona il debito al suo servo. Perché il perdono che riceviamo è la misura del perdono che saremo capaci di dare.
Questa è la mia preghiera. E la vostra?
Corpo di Cristo Amen, Sangue di Cristo Amen, nei Secoli dei Secoli Amen.
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❓ Una domanda per te (e per me)
«C'è un debito che non riesci a condonare? Qual è il "bagaglio" che porti ancora sulle spalle e che ti impedisce di essere libero?»
📌 Il progetto che continua
Questo cammino fa parte di un percorso più ampio. Puoi vedere gli altri tasselli qui:
👉 Progetti 2025 – La pietra scartata diventa testata d'angolo
📿 O.S.B. 12 Anni – Il mio contratto per la Vita Eterna
Il 31 maggio 2026, Solennità della Santissima Trinità, ho iniziato un cammino di preghiera che durerà 12 anni: le 7 Orazioni di Santa Brigida.
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San Michele Arcangelo
🛡️
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta:
sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.
Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu,
Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio,
incatena nell'inferno satana e gli spiriti maligni,
che si aggirano per il mondo per far perdere le anime.
Amen.
📖 Vangelo del giorno tratto dal Messale Romano – Meditazione personale di Antonino – O.S.B. 12 anni


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