"Il Figlio dell'uomo è signore del sabato" – 5 Settembre 2026 – Santa Teresa di Calcutta, Vergine – Vangelo del Giorno
✍️ Foto: Antonino – INOPES Services
"Il Figlio dell'uomo è signore del sabato" –
5 Settembre 2026 – Santa Teresa di Calcutta, Vergine –
Vangelo del Giorno
✝️ Il Santo del Giorno – Santa Teresa di Calcutta
Oggi, 5 settembre, la Chiesa celebra la memoria di Santa Teresa di Calcutta, al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, conosciuta in tutto il mondo come Madre Teresa . Nata a Skopje il 26 agosto 1910 da una famiglia albanese, sentì fin da giovane la chiamata a servire Dio come missionaria. A 18 anni entrò nella Congregazione delle Suore di Nostra Signora di Loreto e nel 1929 arrivò in India, dove insegnò per quasi vent'anni.
Il 10 settembre 1946, durante un viaggio in treno, Madre Teresa ricevette quella che chiamò «la chiamata nella chiamata»: Gesù le chiese di lasciare il convento per andare a vivere tra i più poveri, per servirlo in loro. Nacque così la Congregazione delle Missionarie della Carità, che oggi opera in tutto il mondo portando aiuto e amore agli ultimi, agli scartati, ai moribondi.
La sua vita fu un segno luminoso della tenerezza di Dio: si chinava sui malati, sui bambini abbandonati, sui moribondi delle strade di Calcutta, riconoscendo in loro il volto sofferente di Cristo. Ricevette il Premio Nobel per la pace nel 1979, che utilizzò come tribuna per difendere la vita umana e denunciare l'aborto come «il più grande distruttore della pace».
Morì a Calcutta il 5 settembre 1997 e fu canonizzata da Papa Francesco il 4 settembre 2016. La sua eredità è racchiusa nelle sue parole: «Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore».
🕯️ Il Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Luca 6,1-5
Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell'uomo è signore del sabato».
🌱 La mia riflessione
«Il Figlio dell'uomo è signore del sabato».
Oggi, il Vangelo ci presenta una scena che potrebbe sembrare banale, ma che in realtà tocca il cuore della fede. Gesù e i suoi discepoli passano attraverso un campo di grano, e i discepoli, affamati, colgono e mangiano le spighe. I farisei, fedeli custodi della legge, li accusano: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». La loro attenzione è tutta per la trasgressione della norma, per il dettaglio che non torna, per la casella che non è stata spuntata.
La loro è una religiosità che si è spenta, diventata un insieme di regole da osservare, un meccanismo che non lascia spazio alla vita. Come ci ricorda Papa Francesco, questi uomini erano «tanto attaccati alla legge, alla lettera della legge, non alla legge, ché la legge è amore; ma alla lettera della legge, che sempre chiudevano le porte della speranza, dell'amore, della salvezza». La legge, nel loro cuore, non era più un cammino di libertà, ma una gabbia di prescrizioni.
E Gesù risponde con un'immagine che scardina ogni loro certezza: il sabato non è un giorno per la prigionia, ma per la liberazione. Non è un giorno per vietare, ma per permettere. Non è un giorno per ricordare all'uomo i suoi limiti, ma per celebrare la sua dignità. E lo fa citando Davide, che, avendo fame, mangiò i pani dell'offerta che erano riservati solo ai sacerdoti. La fame, la necessità, l'amore per la vita sono più grandi della legge. La legge è fatta per l'uomo, non l'uomo per la legge.
Questa è la strada che Gesù ci insegna, come ha sottolineato Papa Francesco: «La strada che va dall'amore alla conoscenza e al discernimento, al pieno compimento, porta alla santità, alla salvezza, all'incontro con Gesù. Invece, questa strada porta all'egoismo, alla superbia di sentirsi giusti, a quella santità fra virgolette delle apparenze».
E oggi, proprio nel giorno in cui celebriamo Santa Teresa di Calcutta, questa parola si fa carne. Madre Teresa ha vissuto il Vangelo non come un insieme di regole, ma come una relazione d'amore. La sua vita è stata un'instancabile attenzione ai più poveri tra i poveri, a coloro che la società scartava, a quelli che nessuno voleva guardare. Lei ha chinato il capo sui malati e i moribondi, ha lavato le piaghe, ha dato da mangiare agli affamati, ha accolto i bambini non nati.
Ha fatto tutto questo non perché una legge glielo imponesse, ma perché l'amore di Cristo la spingeva. Come lei stessa diceva: «Sono come una piccola matita nelle sue mani, nient'altro. È Lui che pensa. È Lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo. La matita deve solo poter essere usata». Lei si è lasciata usare da Dio, e in questo ha trovato la sua libertà.
La sua fede non era un insieme di prescrizioni da osservare, ma un amore che si faceva prossimo. E questo la rendeva libera di andare oltre le regole, di superare i confini, di chinarsi su chiunque avesse bisogno, senza chiedere chi fosse o da dove venisse. Perché per Madre Teresa, come per Gesù, il comandamento più grande è l'amore. È l'amore che dà senso alla legge, che la porta a compimento, che la rende viva.
E noi? A quale sabato siamo attaccati? Quali sono le nostre "regole" che ci impediscono di vedere il bisogno del fratello? Quali sono le nostre abitudini che ci rendono sordi al grido di chi soffre? Spesso anche noi, come i farisei, ci nascondiamo dietro la legge, dietro le apparenze, dietro le nostre sicurezze. E dimentichiamo che la fede non è un insieme di norme, ma un incontro. Che la legge è una strada, non un muro. Che il sabato è un dono, non un peso.
Santa Teresa ci insegna che la vera santità è fatta di piccole cose fatte con grande amore. È chinarsi sulle ferite del prossimo. È dare da mangiare a chi ha fame. È ascoltare chi è solo. È difendere la vita. È, come Gesù, diventare signori del sabato, capaci di trasformare ogni giorno, ogni regola, ogni norma in un'occasione di amore.
Oggi, il Signore ci invita a non avere paura di uscire dalle nostre gabbie. Ci invita a vivere la fede come un cammino di libertà, non di prigionia. Ci invita a essere, come Madre Teresa, "matite" nelle mani di Dio, per scrivere nel mondo la sua misericordia. E ci ricorda che la legge più grande, quella che le dà senso e compimento, è l'amore: amare Dio e amare il prossimo come noi stessi.
Questa è la mia preghiera. E la vostra?
Corpo di Cristo Amen, Sangue di Cristo Amen, nei Secoli dei Secoli Amen.
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❓ Una domanda per te (e per me)
«Quali sono le "regole" che ti impediscono di chinarti sul bisogno del fratello? E come puoi, come Madre Teresa, trasformare ogni giorno della tua vita in un sabato di amore e di misericordia?»
📌 Il progetto che continua
Questo cammino fa parte di un percorso più ampio. Puoi vedere gli altri tasselli qui:
👉 Progetti 2025 – La pietra scartata diventa testata d'angolo
📿 O.S.B. 12 Anni – Il mio contratto per la Vita Eterna
Il 31 maggio 2026, Solennità della Santissima Trinità, ho iniziato un cammino di preghiera che durerà 12 anni: le 7 Orazioni di Santa Brigida.
📄 Clicca qui per leggere o scaricare il testo delle 7 Orazioni (PDF)
San Michele Arcangelo
🛡️
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta:
sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.
Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu,
Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio,
incatena nell'inferno satana e gli spiriti maligni,
che si aggirano per il mondo per far perdere le anime.
Amen.
📖 Vangelo del giorno tratto dal Messale Romano – Meditazione personale di Antonino – O.S.B. 12 anni


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