🌹 "Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette" – 13 Settembre 2026 – San Giovanni Crisostomo – XXIV Domenica del Tempo Ordinario – Vangelo del Giorno
✍️ Foto: Antonino – INOPES Services
🌹 "Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette" –
13 Settembre 2026 – San Giovanni Crisostomo –
XXIV Domenica del Tempo Ordinario –
Vangelo del Giorno
✝️ Il Santo del Giorno – San Giovanni Crisostomo, Vescovo e Dottore della Chiesa
Oggi, 13 settembre, la Chiesa celebra la memoria di San Giovanni Crisostomo, vescovo di Costantinopoli e Dottore della Chiesa, una delle figure più luminose della storia cristiana. Nato ad Antiochia intorno al 349, fu educato alla fede dalla madre Antusa, rimasta vedova giovanissima. Dopo un periodo di vita eremitica, fu ordinato sacerdote nel 386 e divenne celebre predicatore nella sua città, tanto da meritarsi il soprannome di “Crisostomo”, che in greco significa “Bocca d'oro”.
Nel 398 fu consacrato Patriarca di Costantinopoli. La sua predicazione fu forte ed efficace: difese i poveri, denunciò la corruzione della corte imperiale e lo stile di vita lussuoso di certo clero. Diceva: «Vuoi onorare il corpo di Cristo? Allora, non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra, cioè nei poveri. Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d'oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero?».
Le sue parole gli attirarono numerosi nemici. Fu calunniato, perseguitato ed esiliato più volte. Sulla strada verso il Mar Nero morì per gli stenti il 14 settembre 407, mormorando: «Gloria a Dio in tutte le cose». Giovanni XXIII scelse di porre sotto la sua protezione il Concilio Vaticano II.
🕯️ Il Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Matteo 18,21-35
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
🌱 La mia riflessione
«Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette».
Oggi il Vangelo ci conduce al cuore di una delle domande più umane e più difficili: il perdono. Pietro si avvicina a Gesù con una domanda che è anche la nostra. Ha già fatto un passo avanti rispetto alla mentalità del suo tempo: i rabbini insegnavano a perdonare tre volte, lui propone sette. Sette è il numero della pienezza, della perfezione. Pietro pensa di essere generoso. E Gesù risponde: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette». Come a dire: sempre. Senza calcolare. Senza tenere il conto.
Per spiegare questa logica, Gesù racconta la parabola del servo spietato. Un re condona a un suo servo un debito enorme, diecimila talenti, una somma astronomica che nessun uomo avrebbe mai potuto restituire. Il servo, prostrato, chiede pazienza, e il padrone, mosso a compassione, gli condona tutto. Ma appena uscito, quello stesso servo incontra un compagno che gli deve cento denari, una miseria. Lo prende per il collo, lo soffoca, lo fa gettare in prigione. Il padrone, venuto a saperlo, lo richiama: «Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno?».
Papa Francesco, nell'Angelus del 13 settembre 2020, ha commentato questa parabola con parole che ci interpellano direttamente: «Nella parabola, troviamo due atteggiamenti differenti: quello di Dio – rappresentato dal re – che perdona tanto, perché Dio perdona sempre, e quello dell'uomo. Nell'atteggiamento divino la giustizia è pervasa dalla misericordia, mentre nell'atteggiamento umano si limita alla giustizia. Gesù ci esorta ad aprirci con coraggio alla forza del perdono, perché nella vita non tutto si risolve con la giustizia».
E ha aggiunto: «La parabola di oggi ci aiuta a cogliere in pienezza il significato di quella frase che recitiamo nella preghiera del Padre nostro: "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori". Queste parole contengono una verità decisiva. Non possiamo pretendere per noi il perdono di Dio, se non concediamo a nostra volta il perdono al nostro prossimo. È una condizione: pensa alla fine, al perdono di Dio, e smettila di odiare; caccia via il rancore, quella mosca fastidiosa che torna e torna. Se non ci sforziamo di perdonare e di amare, nemmeno noi verremo perdonati e amati».
E oggi, la Chiesa ci dona l'esempio luminoso di San Giovanni Crisostomo, che ha vissuto questo Vangelo fino in fondo. Egli ha difeso i poveri, ha denunciato la corruzione, ha subito l'esilio e la persecuzione. Eppure, non ha mai smesso di amare, di predicare, di perdonare. Le sue ultime parole, «Gloria a Dio in tutte le cose», sono il sigillo di una vita che ha creduto che il perdono è più forte dell'odio, che l'amore è più forte della morte.
E noi? Quante volte ci comportiamo come il servo spietato? Quante volte riceviamo il perdono di Dio e poi non siamo capaci di perdonare il fratello? Quante volte teniamo il conto delle offese, delle ferite, delle parole sbagliate? Il rancore è come una mosca fastidiosa che torna e torna, dice Papa Francesco. E ci impedisce di vivere nella gioia del perdono.
Oggi, il Signore ci invita a uscire dalla prigione del rancore. A lasciarci perdonare per poter perdonare. A ricordare quanto ci è stato condonato, per poter condonare a nostra volta. Perché il perdono non è un dovere morale, ma il segno che la grazia di Dio sta trasformando il nostro cuore. Chi ha sperimentato la misericordia del Padre non può continuare a vivere secondo la logica della vendetta.
Questa è la mia preghiera. E la vostra?
Corpo di Cristo Amen, Sangue di Cristo Amen, nei Secoli dei Secoli Amen.
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❓ Una domanda per te (e per me)
«C'è qualcuno che fai fatica a perdonare? Oggi, prima di giudicare, fermati e ricorda quanto ti è stato perdonato. Poi chiedi al Signore la forza di perdonare di cuore, come Lui ha perdonato te.»
📌 Il progetto che continua
Questo cammino fa parte di un percorso più ampio. Puoi vedere gli altri tasselli qui:
👉 Progetti 2025 – La pietra scartata diventa testata d'angolo
📿 O.S.B. 12 Anni – Il mio contratto per la Vita Eterna
Il 31 maggio 2026, Solennità della Santissima Trinità, ho iniziato un cammino di preghiera che durerà 12 anni: le 7 Orazioni di Santa Brigida.
📄 Clicca qui per leggere o scaricare il testo delle 7 Orazioni (PDF)
San Michele Arcangelo
🛡️
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta:
sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.
Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu,
Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio,
incatena nell'inferno satana e gli spiriti maligni,
che si aggirano per il mondo per far perdere le anime.
Amen.
📖 Vangelo del giorno tratto dal Messale Romano – Meditazione personale di Antonino – O.S.B. 12 anni



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