🌹 "Togli prima la trave dal tuo occhio" – 11 Settembre 2026 – San Giovanni Gabriele Perboyre – XXIII Settimana del Tempo Ordinario – Vangelo del Giorno
✍️ Foto: Antonino – INOPES Services
🌹 "Togli prima la trave dal tuo occhio" –
11 Settembre 2026 – San Giovanni Gabriele Perboyre –
XXIII Settimana del Tempo Ordinario – Vangelo del Giorno
✝️ Il Santo del Giorno – San Giovanni Gabriele Perboyre, Sacerdote e Martire
Oggi, 11 settembre, la Chiesa celebra la memoria di San Giovanni Gabriele Perboyre, sacerdote della Congregazione della Missione (Lazzaristi) e martire in Cina. Nato in Francia nel 1802, sentì presto la chiamata alla vita sacerdotale e, dopo alcuni anni di ministero, ottenne il permesso di partire come missionario in Cina, dove arrivò nel 1835.
Si dedicò con zelo all'annuncio del Vangelo, alla formazione dei catecumeni e alla cura dei poveri. Nel 1839 fu arrestato a causa della persecuzione contro i cristiani, subì torture crudeli e, l'11 settembre 1840, fu messo a morte a Wuchang, crocifisso insieme a sette criminali comune. Giovanni Gabriele aveva solo 38 anni. Il suo cammino di martirio è sorprendentemente simile a quello di Gesù: fu tradito da un catecumeno, come Gesù da Giuda; fu arrestato di notte e trascinato davanti a più tribunali; subì false accuse e ingiustizie; fu condannato alla morte di croce. La sua vita è stata una vera passione missionaria, offerta in unione con Cristo per la salvezza delle anime.
San Giovanni Gabriele ci ricorda che la missione non è senza la croce, ma nella croce si trova la fecondità dell'annuncio. La sua voce, oggi, ci incoraggia a rimanere saldi: «Non rinuncerò mai alla fede di Cristo».
🕯️ Il Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Luca 6,39-42
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: "Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio", mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».
🌱 La mia riflessione
«Togli prima la trave dal tuo occhio».
Oggi il Vangelo ci mette davanti a una delle immagini più potenti e scomode di Gesù: la pagliuzza e la trave. Con un'ironia che non lascia scampo, il Signore ci mostra quanto sia facile vedere i difetti degli altri e quanto sia difficile riconoscere i nostri. È la condizione umana: siamo tutti un po' ciechi quando si tratta di guardare dentro noi stessi.
Papa Giovanni Paolo II, nell'omelia del 1° marzo 1992, ha commentato questo passo con grande chiarezza: «Il Signore intende dire che una guida non può essere cieca, deve vedere bene, se non vuol rischiare di arrecare danno alle persone che le sono state affidate. Gesù richiama così l'attenzione di tutti coloro che hanno compiti educativi o di comando: i pastori d'anime, i reggitori dei popoli, i legislatori, i maestri, i genitori, esortandoli ad avere coscienza, a sentire la responsabilità, a interrogarsi sulla strada giusta e a percorrerla essi stessi per primi».
E poi aggiunge: «Com'è facile scorgere i difetti e i peccati altrui e non vedere i propri! E come possiamo accorgerci se il nostro occhio è libero o se è impedito da una trave? La verifica ci viene dalle nostre azioni».
Papa Francesco, in una meditazione a Santa Marta, ha ripreso questo tema della correzione fraterna, ricordando che essa richiede tre atteggiamenti: carità, verità e umiltà. La carità è come un'anestesia che aiuta a ricevere la cura e ad accettare la correzione. La verità è dire le cose come stanno, senza calunnie né chiacchiere. L'umiltà è riconoscere che anche noi abbiamo le nostre travi, e che nessuno può correggere l'altro senza prima guardare dentro di sé.
E oggi, la Chiesa ci dona l'esempio luminoso di San Giovanni Gabriele Perboyre, che ha vissuto questo Vangelo fino in fondo. Egli non si è eretto a giudice degli altri, non ha puntato il dito contro i suoi persecutori. Al contrario, ha imitato Cristo, che sulla croce ha perdonato i suoi crocifissori. Giovanni Gabriele ha accettato il martirio con la stessa fede e lo stesso perdono di Gesù. La sua vita è stata una correzione fraterna vissuta con amore, un annuncio del Vangelo fatto con la testimonianza del sangue.
E noi? Quante volte guardiamo la pagliuzza nell'occhio del fratello e non vediamo la trave nel nostro? Quante volte ci sentiamo autorizzati a correggere, giudicare, condannare, senza prima aver guardato dentro di noi? Quante volte le nostre parole non sono gesti di amore, ma di superiorità e ipocrisia? La correzione fraterna, come ci ricorda Papa Francesco, è un servizio all'altro, ma richiede di riconoscerci peccatori e non ergerci a giudici.
Oggi, il Signore ci invita a fare un lavoro su noi stessi. A togliere prima la trave dal nostro occhio. A guardare dentro di noi, con onestà e umiltà, prima di guardare fuori. Perché solo chi ha il cuore purificato può vedere chiaramente, e solo chi si riconosce bisognoso di misericordia può essere strumento di misericordia per gli altri.
Questa è la mia preghiera. E la vostra?
Corpo di Cristo Amen, Sangue di Cristo Amen, nei Secoli dei Secoli Amen.
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❓ Una domanda per te (e per me)
«Qual è la trave che hai nel tuo occhio e che fai fatica a riconoscere? Chiedi oggi al Signore la grazia di vedere te stesso con i suoi occhi, per poter poi aiutare il fratello con carità e verità.»
📌 Il progetto che continua
Questo cammino fa parte di un percorso più ampio. Puoi vedere gli altri tasselli qui:
👉 Progetti 2025 – La pietra scartata diventa testata d'angolo
📿 O.S.B. 12 Anni – Il mio contratto per la Vita Eterna
Il 31 maggio 2026, Solennità della Santissima Trinità, ho iniziato un cammino di preghiera che durerà 12 anni: le 7 Orazioni di Santa Brigida.
📄 Clicca qui per leggere o scaricare il testo delle 7 Orazioni (PDF)
San Michele Arcangelo
🛡️
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta:
sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.
Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu,
Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio,
incatena nell'inferno satana e gli spiriti maligni,
che si aggirano per il mondo per far perdere le anime.
Amen.
📖 Vangelo del giorno tratto dal Messale Romano – Meditazione personale di Antonino – O.S.B. 12 anni


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